Alcuni tips per un look alternativo

lookSiete stanchi di indossare sempre gli stessi vestiti e avere uno stile banale e che si confonde con gli altri? Scegliete qualche capo alternativo e che possa rendervi differenti dalla massa, donandovi un look originale e assolutamente personale. Continue reading

Costruire la squadra nella musica

Una delle ultime attività che vanno di moda nel team building è unire la musica al lavoro di squadra. Certo, ascoltare dei sottofondi rilassanti mentre si lavora può essere utile a tenere alto l’umore, ma, in questo caso, stiamo parlando di ben altro. Costruire un team building musicale significa unire, per qualche ora o per una giornata lavorativa, i dipendenti in un’unica grande orchestra, organizzando varie attività che abbiano, sempre, come protagonista la musica. Continue reading

Musica e business: le migliori musiche per commercials

00c40c30-82c0-0131-c588-362445196441-largeMusica e spot vanno spesso di pari passo. Per poter avere successo, una reclame commerciale deve avere delle note di sottofondo in grado di attirare l’attenzione. Non è ovviamente possibile scegliere delle canzoni prese a caso, ma devono essere “intonati” (è proprio il caso di dirlo) con il messaggio pubblicitario che si vuole passare. Pensate alla pubblicità di un film horror con una canzone di Cristina D’Avena in sottofondo… inimmaginabile.

La storia delle pubblicità ci insegna che ci sono tantissimi spot azzeccati al 100% dal punto di vista musicale e un chiaro esempio sono questi 5 relativi alle auto.

Mercedes, nota casa tedesca di auto, ha scelto, per la sua nuova pubblicità della classe C, Baby dei Pnau, con un successo assolutamente strepitoso.

Rimaniamo in Germania (dove di auto la sanno lunga) con lo spot Golf del 2013, che vede in sottofondo la canzone People are People dei Depeche Mode, ben scelta perché si adatta a varie interpretazioni, esattamente come l’auto marchiata Volkswagen.

Two Weeks dei Grizzly Bear è stata invece la canzone dello spot Peugeot 5008, del 2009.

Una delle pubblicità più belle degli ultimi mesi è stata quella IKEA in cui si vede un bambino che cerca di rimettere a posto casa. Arriva dopo poco il fratellino vestito da supereroe, per un super-aiuto. Lo spot è stato molto divertente e la canzone, “I can help” di Billy Swan, assolutamente azzeccata. Il noto brand di mobili svedese punta sull’aiuto e sulla condivisione, oltre che ovviamente sull’utilità dei suoi prodotti per rendere una casa praticamente perfetta.

TIM è un’altra azienda nota per le sue pubblicità sempre molto attraenti. Una delle ultime in ordine di tempo l’abbiamo vista sugli schermi l’inverno appena passato e si vede Pif come testimonial che presenta l’ultima offerta del noto brand di telefonia italiano dedicata a chi ama lo sci. La canzone scelta è “Young Folks” di Peter, Bjorn e John.

President, l’Emmentaler Svizzero e Granarolo sono altre aziende che hanno fatto della bella pubblicità uno dei loro punti di forza. Tra tutte segnaliamo lo spot 2013 del formaggio elvetico e quello 2014 dell’azienda italiana.

Reno McCarthy, Components of a Happy Life

Reno McCarthyReno McCarthy è un giovane di talento. Ha dato vita ad un EP dal titolo interessante, “Components of a Happy Life” crea già un’aspettativa decisamente interessante. Nel disco Reno gioca con tutti gli strumenti (chitarra, basso, voce, batteria, ecc) in maniera sapiente, nonostante la sua giovane età. McCarthy si immerge in un certo numero di generi tra cui rock classico, electro rock, funk e disco, ma non sembra mai troppo lontano da nessuno di essi. Sopra ogni altra cosa, le canzoni sono finemente sintonizzate e sono immediatamente accessibili.

Il disco inizia subito con la contagiosa “Please”, un modo divertente per iniziare l’album. McCarthy si concentra sul basso, batteria e voce prima di aggiungere le chitarre con una leggera distorsione, niente di troppo pesante. Il coro ha un paio di elementi elettronici incorporati in modo sottile ma molto efficace, in aggiunta ad una certa profondità supplementare alla musica.

McCarthy inizia ad espandersi con “Let Her Come To You“, molto più rock rispetto alla prima. La canzone ha anche una linea di basso molto creativa durante il versetto che contrasta contro la parte altrettanto inventiva della chitarra. Questa è anche la canzone dove McCarthy decide di mostrare un po’ i muscoli, tirando fuori un assolo di chitarra piuttosto funky.

Il clou dell’album è però la canzone “Still“, molto orecchiabile che ricorda un po’ i testi dei Daft Punk e di Franz Ferdinand. Il coro è interessanto e potremmo pensare addirittura che questo sarà il primo singolo estratto dall’album.

Components of a Happy Life” si chiude con “Sweet Chamomille”, che è anche il brano più ambizioso ed è un buon modo per terminare il viaggio. E’ un po’ nostalgico, ma non troppo, e continua con le vibrazioni che abbiamo sentito fino ad ora.

Sancat, Supernatural

sancatI Sancat sono una band indie rock che proviene da Akron, Ohio, che ha recentemente pubblicato il suo album di debutto chiamato Supernatural. Sono dei musicisti tecnicamente abili e creativi, molto ambiziosi. Per la maggior parte del disco il rock la fa da padrone in maniera molto interessante.

Tutti i membri della band sono sia di formazione classica che musicisti jazz e contribuiscono alla visione di Sandra Emmeline (cantautrice e cantante). Lei è un cantautore di talento che scrive testi originali che evitano i cliché tipici. In cima a questo, la sua voce sembra sicura di sé quando si trova a far fronte ai momenti più duri nella musica. Il ritmo del disco è interessante e c’è una ottima varietà di testi e di musicalità per piacere a molti.

L’album inizia in maniera forte con una canzone dinamica chiamata “Eyes of Coals”. Si tratta di una canzone eccitante e molto creativa, in cui le chitarre la fanno da padrone con un suono distorto.

La seconda canzone “I notice you” si apre in maniera minimale, con la voce di Emmeline. Simile alla prima canzone, ha dei versetti molto più creativi e coinvolgenti rispetto ai ritornelli più standard a cui siamo abituati. La musicalità riunita tra pianoforte e basso crea un ottimo momento venato di jazz e creatività.

“Sandman” è un brano compiuto con una chitarra in assolo mentre “Werewolf” ha una musicalità piacevole dove c’è solo la voce di Emmeline e un pianoforte.

L’album si conclude con la più epica delle canzoni, chiamata “Dawn”. Emmeline qui offre una dinamica vocale assolutamente fantastica, con la canzone che raggiunge il suo apice.

Sancat è, come detto, una giovane band esplosiva con delle idee fresche e il loro album di debutto dimostra che essi hanno molto da offrire.

La top 10 delle canzoni da ascoltare quando si corre

musica-correreCorrere è un’attività sana per la mente e il corpo. Per cercare di spingere sempre al massimo si può scegliere di fare jogging ascoltando le proprie canzoni preferite, quelle che spingono a “fare di più”. Vediamo la nostra top ten delle canzoni da ascoltare quando si corre.

Iniziamo dalla famosa Eye of the Tiger dei Survivor, canzone resa nota al mondo per essere stata una delle canzoni facenti parte della colonna sonora di Rocky III.

Al secondo posto inseriamo “We are the Champions” dei mitici Queen, una canzone che “gasa”.

Chiude il podio della nostra speciale classifica “Gimondi e il Cannibale” di Enrico Ruggeri, canzone di sport, sforzi e fatiche. Sempre di Ruggeri possiamo aggiungere “Il fantasista”, dedicata a Roberto Baggio, uno dei più forti calciatori di tutti i tempi.

Segnaliamo anche la “sempre eterna” Kashmir dei Led Zeppelin, uscita per la prima volta nel 1975 e al 140° posto delle migliori 500 canzoni di sempre stilata da Rolling Stone.

Al sesto posto inseriamo Walk dei Foo Fighters, il terzo singolo dell’album Wasting Light che è uscito solo in Germania, vincitrice, nel 2012, del Grammy Awards come la miglior canzone rock.

Settimo posto per Waka Waka di Shakira, canzone dal buon ritmo che ben si intona alla corsa. E’ stata la colonna sonora dei mondiali in Sud Africa del 2010.

La nostra classifica si chiude con la sigla iniziale del Manga “Full Metal Alchemist“, la sigla di Rocky Balboa e, dato che siamo italiani, non possiamo fare a meno di inserire la sigla del Mondiale di Italia 90 cantata da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato.

Jackie Highway, Solid State Sun

Jackie-Highway-Solid-State-SunDimentica un solo genere musicale, Jackie Highway è troppo legato alla musica per “soffocarla” con solo uno o due stili. Questa artista è chiaramente molto ben preparata nell’esecuzione musicale, anche grazie al tempo trascorso in tour in Europa, quando era adolescente, facendo parte di un’orchestra.

Il suo “Solid State Sun“, rilasciato in maniera indipendente, mostra chiaramente che il suo modo di fare musica è stato influenzato da tutta una serie di artisti del calibro di Alanis Morissette, Regina Spektor ed Enya.

What Happens” è una canzone eccentrica e divertente, molto bello il fraseggio vocale di Jackie. La chitarra tagliente frizza in un pool di armonie, il ritmo scandisce e porta gli ascoltatori ad annuire. “The Grant” è una bellissima canzone dal timbro galante con una introduzione ricca e intrigante. La voce si arrampica verso un’idea melodica che scivola in scala orientale. Il violino fa una bella entrata verso la fine e ci si aspetta che la canzone vada a svanire delicatamente, salvo sentire lo stesso strumento elevarsi fino ad una nota alta prima della dissolvenza.

Il pianoforte è splendidamente suonato ne “Bach is my boyfriend”. Questa canzone è sicuramente un ottimo modo per onorare il più famoso compositore del 18° secolo. L’unico problema di questo pezzo è che non abbastanza lungo.

Dall’inizio alla fine, questo disco è un viaggio emozionante. Il fatto che Jackie ha realizzato questo EP tutta da sola è davvero encomiabile. Mentre le canzoni variano in stato d’animo, la produzione rimane coerente ed equilibrata. Solid State Sun è un’unità coesa ma allo stesso tempo può essere sezionata in diverse parti. Tutto questo è il segno giusto di un grande album.

Verdena, Wow

Verdena-WowLa rock band alternativa italiana Verdena ha pubblicato il loro primo album dal 2007 e, nel corso degli anni, ha portato al pubblico dei successi decisamente interessanti. Tra i vari vediamo “Wow”, album del 2011 ma ancora molto attuale.

L’album presenta, in maniera insolita per un disco, ben 27 canzoni divise su due dischi che danno all’ascoltatore l’abbondanza di un lavoro ricco, complesso ed interessante da assorbire. I testi e le note sono così belli che difficile scegliere delle tracce preferite.

Mentre il piano guidato di “Scegli Me” in apertura è molto bello, preannuncia al fatto che si tratta di un antipasto che porta a qualche “pietanza” più carnosa, come “Loniterp”, delizioso ibrido di rock moderno ed eccentrici changes-up, oppure a “Per sbaglio”, che offre delle classiche influenze rock con una sognante ed inebriante melodia.

Il primo singolo dell’album, “Razzi Arpia Inferno e Fiamme“, risplende nella sua apparente semplicità. La bella se non inquietante armonia è avvolta in una lussureggiante chitarra acustica e nelle percussioni. L’album ha anche varie gemme elegantemente collocate, come “Adoratorio”, “Il nulla di Oi” e “Lui Gareggia”.

Una delle migliori è “Castelli per aria”, in cui si sente il tono malinconico di un’amore senza speranza.

Nel disco 2 c’è l’esplosiva “Attonito”, seguita da “E’ solo lunedì”, in cui il pianoforte bilancia il pesante basso e la chitarra, mentre la voce fa tenerezza. Da segnalare i brani come “Tu e me”, “Nuova Luce” e “Grattacielo”, che meritano un riconoscimento per i loro accordi intelligenti, che mostrano l’attenzione della band per il dettaglio e per l’importanza dei suoni ben posizionati.

I Verdena si sono coraggiosamente allontanati dalle loro origini di rock psichedelico e hanno “forgiato” un pezzo d’arte di grande qualità, in attesa di essere ascoltato e ammirato.

Baustelle, Fantasma

fantasmaFantasma è una delle ultime fatiche dei Baustelle, band italiana nata nella metà degli anni ’90 nella città toscana di Montepulciano. L’album, composto da 19 brani, trae ispirazione dai film del cinema horror che hanno fatto un po’ la storia del grande schermo. Lo si capisce anche dalla copertina, che porta omaggio a Dario Argento e a Nicoletta Elmi. Quello che si è voluto creare è stato dare una sensazione che potesse far tornare alla mente il demoniaco e il soprannaturale.

Il primo singolo, dal titolo “La morte (non esiste più)” è uscito lo scorso 28 dicembre 2012, mentre l’album è arrivato nei negozi ed in versione digitale il 29 gennaio 2013. Parlando di questa canzone, è proprio la band a spiegarne il significato: “il protagonista trova il suo conforto in una versione particolare dell’amore, che riesce a far allontanare da lui la paura dei giorni che deve ancora vivere. In buona sostanza, si tratta di una canzone che parla dello scorrere del tempo.”

Passando da una canzone all’altra si nota come esse non abbiano quasi mai una certa continuità, cosa che evidenzia come l’album sia da ascoltare nel suo complesso per poter essere capito ed apprezzato.

In linea generale diciamo che le 19 canzoni dell’album parlano, oltre che dell’amore, anche della morte e della fragilità. Da segnalare in maniera particolare la bella “Diorama”, in cui si parla dell’illusione di fermare il tempo, la apocalittica “Il Finale” e la melanconica “Il Futuro”, per finire con la speranza cantata in “Radioattività”.

Ancora una volta i Baustelle, come già successo in passato, si confermano ottimi artisti, che arrivano direttamente al punto e stimolano alcuni particolari ed interessanti punti di vista dell’essere umano.

Stephen Malkmus and the Jicks, Wig Out at Jagbags

stephenmalkmusIl titolo “Wig Out at Jagbags”, ultimo lavoro di Stephen Malkmus and the Jicks, è una fusione di due termini dialettali, uno risalente agli anni’60, l’altro un residuo volgare della modernità e, come accade a volte, anche l’album diventa una sorta di mix. Si tratta di un mix molto elastico di chitarra rock a cui si alternano parzialmente delle raffiche di musica punk, con entrambi i lati distinti per il loro melodicismo ironico.

Le liriche mettono in evidenza degli abili  giochi di parole. Nel 2011 Mirror Traffic, produttore degli Jicks, aveva impedito alla band di prendersi eccessive libertà, in questo album auto-prodotto sono invece liberi di seguire ovunque i loro capricci musicali e, difatti, fanno con le parole e con la musica quello che preferiscono.

Ci sono alcuni momenti interessanti mentre si ascolta questo album, con i suoni di “Shibboleth” e di “Rumble At The Rainbow” che sono semplicemente irresistibili, in cui il ritmo non può non fare a meno di farci sorridere. Non tutto quello che c’è nell’abum, però, colpisce nel segno, “Cinnamon & Lesbians” non corrisponde alle attese a cui si pensa leggendo il titolo, mentre “Surreal Teenagers” arriva nel vivo solo nell’ultimo dei suoi 5 minuti.

Alla fine, l’album è come un intero show, che non dispiace, anzi. La cosa bella sono gli elementi del tutto particolari che possiamo ascoltare e sono tutto merito di Stephen Malkmus. Per capire a cosa ci riferiamo, possiamo dare delle definizioni della persona Malkmus, che potrebbero rendere più facile la comprensione: Malkmus visto come artista pop-rock, padrino dell’art-rock, padre e uomo di famiglia: tutti questi elementi sono riportati in questo album e rendono lo stesso un trionfo.